Sto tornando…

 

 

Breve autobiografia in poesia

Sono nata due mesi prima minuscola come una bambolina e purtroppo handicappata. Dalla scuola venni rifiutata, ma dalla tenerezza dei miei cari largamente ripagata. Con tenacia provai pure il modo d’imparare. Un’amica piu’ piccola di me m’insegnò a far di conto e a sillabare. Fu così che divenne la lettura il mio gioco preferito, nel libro sempre trovai un vero, leale amico. Ma il tempo passa in fretta e giovinezza chiede col primo amore, il primo bacio. Fu per me soltanto un’illusione che il cuore non ha mai scordato. Una barriera in piu’ da superare perché, secondo l’opinione della gente, un’handicappata non può amare perché non serve a niente. Poi, non puoi lavorare: né questo, né quello tu puoi fare. Un labirinto d’ostacoli infinito, ma a me, che non m’arrendo facilmente, perfino l’uncinetto m’è riuscito. E ora che son rimasta sola, son ricca di tanti amici e spesso partiamo insieme in un vagabondar felice. Dio ci ha dato anima e cervello. Mia madre mi diceva che il mio è come un mulinello. So ormai che la vita è tutta una lotta contro l’indifferenza, l’ipocrisia, la falsa pieta’ bigotta. Ma niente e nessuno arrestera’ quella gioia di vita che dentro mi sta. E al buon Dio mi affido, a lui solo che sa il giorno in cui mi chiamera’.

Mariuccia Colombo

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