Caro nonno…

Ciao nonno Giacomo,
è logico, oggi penso di più a te, perciò ho deciso di scriverti.
La prima cosa che mi fa un po’ impressione è che sono passati 22 anni da quella domenica sera, mi sento terribilmente vecchio all’idea che avevo 13 anni, quindi vuol dire che ho vissuto più tempo senza di te che il contrario… che impressione!
In un certo senso questo mi rincuora, è la dimostrazione che è proprio vero: quando una persona è importante, continua a vivere dentro di te.
Il dolore per la tua perdita è stato sostituito dai tanti bei ricordi che ho di noi due, in quegli anni di bambino, spensierati e felici, che tu hai contribuito moltissimo a rendere speciali.
A volte immagino come sarebbe stato averti vicino qualche anno in più, già è solo questo che mi mette un po’ di tristezza, oggi avresti 87 anni e potresti benissimo esserci ancora… lo so, hai ragione, non ha senso fare questi ragionamenti, ti ho goduto per 13 anni e devo esserne felice.
Chissà se ti avrei raccontato le mie vicissitudini di adolescente, se avrei condiviso con te i miei dubbi, le mie scelte.
Chissà che idea ti sei fatto di me, della persona che sono diventato oggi, sarei curioso di saperlo!
In ogni caso, vado avanti forte del tuo ricordo!
Ah, già che ci sei, dai un abbraccio a papà da parte mia!
Sai cosa facci adesso? Accendo la playlist delle canzoni che ascoltavamo insieme e comincio a cantare a squarcia gola, proprio come facevamo in macchina.
“Volare… oh, oh!…
cantare… oh, oh, oh, oh!
nel blu, dipinto di blu,
felice di stare lassù…”.
Dai nonno canta anche tu, magari riesco a sentirti! Mi raccomando non dimenticarti di fischiettare nel tuo modo inconfondibile…